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10月20日 Un servo tempu fa rinta ‘na piazza,
pregava Cristu in cruce e ci ricia:
“Cristu, lu me patrune mi strapazza,
mi tratta comu un cane pi la via,
si pigghia tuttu cu la so’ manazza,
mancu la vita mia rici ch’è mia…
Distruggila, Gesù, sta Malarazza!
Distruggila, Gesù, fallo pi mmia! Sì..fallo pi mmia!”
Tu ti lamenti, ma che ti lamenti? Pigghia nu bastune e tira fora li denti…
Cristo me rispunne dalla croci:
“Forse si so spezzate li to brazza?
Cu vole la giustizia si la fazza!
Nisciun’ormai ‘cchiù la farà pi ttia!
Si tu si ‘n’uomo e nun si testa pazza,
ascolta bene sta sintenzia mia,
ca iu ‘nchiudatu in cruce nun saria
s’avissi fattu ciò ca ricu a ttia…
ca iu ‘nchiudatu in cruce nun saria!”
Tu ti lamenti, ma che ti lamenti? Pigghia nu bastune e tira fora li denti…
“Se ‘nna stu munnu c’è la Malarazza,
cu voli la giustizia si la fazza!
Se ‘nna stu munnu c’è la Malarazza,
cu voli la giustizia si la fazza!”
Tu ti lamenti, ma che ti lamenti? Pigghia nu bastune e tira fora li denti…
5月30日 Io dedico questa canzone ad ogni donna pensata come amore in un attimo di libertà a quella conosciuta appena non c'era tempo e valeva la pena di perderci un secolo in più.
A quella quasi da immaginare tanto di fretta l'hai vista passare dal balcone a un segreto più in là e ti piace ricordarne il sorriso che non ti ha fatto e che tu le hai deciso in un vuoto di felicità.
Alla compagna di viaggio i suoi occhi il più bel paesaggio fan sembrare più corto il cammino e magari sei l'unico a capirla e la fai scendere senza seguirla senza averle sfiorato la mano.
A quelle che sono già prese e che vivendo delle ore deluse con un uomo ormai troppo cambiato ti hanno lasciato, inutile pazzia, vedere il fondo della malinconia di un avvenire disperato.
Immagini care per qualche istante sarete presto una folla distante scavalcate da un ricordo più vicino per poco che la felicità ritorni è molto raro che ci si ricordi degli episodi del cammino.
Ma se la vita smette di aiutarti è più difficile dimenticarti di quelle felicità intraviste dei baci che non si è osato dare delle occasioni lasciate ad aspettare degli occhi mai più rivisti.
Allora nei momenti di solitudine quando il rimpianto diventa abitudine, una maniera di viversi insieme, si piangono le labbra assenti di tutte le belle passanti che non siamo riusciti a trattenere. 4月8日 If you can keep your head when all about you Are losing theirs and blaming it on you, If you can trust yourself when all men doubt you But make allowance for their doubting too, If you can wait and not be tired by waiting, Or being lied about, don't deal in lies, Or being hated, don't give way to hating, And yet don't look too good, nor talk too wise:
If you can dream--and not make dreams your master, If you can think--and not make thoughts your aim; If you can meet with Triumph and Disaster And treat those two impostors just the same; If you can bear to hear the truth you've spoken Twisted by knaves to make a trap for fools, Or watch the things you gave your life to, broken, And stoop and build 'em up with worn-out tools:
If you can make one heap of all your winnings And risk it on one turn of pitch-and-toss, And lose, and start again at your beginnings And never breathe a word about your loss; If you can force your heart and nerve and sinew To serve your turn long after they are gone, And so hold on when there is nothing in you Except the Will which says to them: "Hold on!"
If you can talk with crowds and keep your virtue, Or walk with kings--nor lose the common touch, If neither foes nor loving friends can hurt you; If all men count with you, but none too much, If you can fill the unforgiving minute With sixty seconds' worth of distance run, Yours is the Earth and everything that's in it, And--which is more--you'll be a Man, my son! 3月6日 This is our last goodbye I hate to feel the love between us die But it's over Just hear this and then i'll go You gave me more to live for More than you'll ever know
This is our last embrace Must I dream and always see your face Why can't we overcome this wall Well, maybe it's just because i didn't know you at all
Kiss me, please kiss me But kiss me out of desire, babe, and not consolation You know it makes me so angry 'cause i know that in time I'll only make you cry, this is our last goodbye
Did you say 'no, this can't happen to me,' And did you rush to the phone to call Was there a voice unkind in the back of your mind Saying maybe you didn't know him at all You didn't know him at all, oh, you didn't know
Well, the bells out in the church tower chime Burning clues into this heart of mine Thinking so hard on her soft eyes and the memories Offer signs that it's over... it's over
2月27日 I miei occhi scoprono la calma del Cielo
ed ecco che sento passare in me quello che prova un albero,
le cui foglie, socchiuse come coppe, straripino di luce.
Un pensiero ossessiona la mia mente, come questa nebbia
che sfiora i prati, si mescola al mormorare dell'acqua,
agli stanchi sospiri del vento.
Immagino d'aver già vissuto nell'infinito
delle cose del mondo, ed è quest'infinito
che m'ha donato amori e dolori. 1月28日 Amo tutto ciò che è stato, tutto quello che non è più, il dolore che ormai non mi duole, l’antica e erronea fede, l’ieri che ha lasciato dolore, quello che ha lasciato allegria solo perché è stato, è volato e oggi è già un altro giorno.
Tutte le lettere d’amore sono ridicole. Non sarebbero lettere d’amore se non fossero ridicole.
Anch’io ho scritto ai miei tempi lettere d’amore, come le altre, ridicole.
Le lettere d’amore, se c’è l’amore, devono essere ridicole.
Ma dopotutto solo coloro che non hanno mai scritto lettere d’amore sono ridicoli.
Magari fosse ancora il tempo in cui scrivevo senza accorgermene lettere d’amore ridicole.
La verità è che oggi sono i miei ricordi di quelle lettere a essere ridicoli.
(Tutte le parole sdrucciole, come tutti i sentimenti sdruccioli, sono naturalmente ridicole). 1月23日
Dovrei paragonarti ad un giorno d'estate? Tu sei ben più raggiante e mite: venti furiosi scuotono le tenere gemme di maggio e il corso dell'estate ha vita troppo breve:
talvolta troppo cocente splende l'occhio del cielo e spesso il suo volto d'oro si rabbuia e ogni bello talvolta da beltà si stacca, spoglio dal caso o dal mutevol corso di natura.
Ma la tua eterna estate non dovrà sfiorire né perdere possesso del bello che tu hai; né morte vantarsi che vaghi nella sua ombra,
perché al tempo contrasterai la tua eternità: finché ci sarà un respiro od occhi per vedere questi versi avranno luce e ti daranno vita. Io non sono come quella Musa ispirata alla poesia da bellezze artefatte, che usa come ornamento il cielo stesso ed ogni beltà compara al suo splendore,
raggruppando in solenni paragoni sole, luna, terra e del mar le ricche gemme, i primi fiori dell'Aprile e quanto di prezioso racchiude il firmamento in questa immensa volta.
Onesto in amore, permettete ch'io scriva il vero e poi credetemi, il mio amore è bello quanto il figlio di ogni madre, anche se non brilla
come quei lumi d'oro fissi nel firmamento: lasciate esagerare chi ama frasi di grande effetto; io non vanterò chi non intendo vendere. 1月20日 Se io potessi vivere un'altra volta la mia vita nella prossima cercherei di fare più errori non cercherei di essere tanto perfetto, mi negherei di più, sarei meno serio di quanto sono stato, difatti prenderei pochissime cose sul serio. Sarei meno igienico, correrei più rischi, farei più viaggi, guarderei più tramonti, salirei più montagne, nuoterei più fiumi, andrei in posti dove mai sono andato, mangerei più gelati e meno fave, avrei più problemi reali e meno immaginari. Io sono stato una di quelle persone che ha vissuto sensatamente e precisamente ogni minuto della sua vita; certo che ho avuto momenti di gioia ma se potessi tornare indietro cercherei di avere soltanto buoni momenti. Nel caso non lo sappiate, di quello è fatta la vita, solo di momenti, non ti perdere l'oggi. Io ero uno di quelli che mai andava in nessun posto senza un termometro, una borsa d'acqua calda, un ombrello e un paracadute; se potessi vivere di nuovo comincerei ad andare scalzo all'inizio della primavera e continuerei così fino alla fine dell'autunno. Farei più giri nella carrozzella, guarderei più albe e giocherei di più con i bambini, se avessi un'altra volta la vita davanti. Ma guardate, ho 85 anni e so che sto morendo. 1月18日 Fermate tutti gli orologi isolate il telefono fate tacere il cane con un osso succulento. Chiudete i pianoforti e tra un rullio smorzato, portate fuori il feretro. Si accostino i dolenti.
Incrocino aeroplani, lamentosi, lassù e scrivano sul cielo il messaggio:
Lui è morto.
Allacciate nastri di crespo al collo bianco dei piccioni. I vigili si mettano guanti di tela nera.
Lui era il mio nord, il mio sud, il mio est e ovest, la mia settimana di lavoro e il mio riposo la domenica, il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto.
Pensavo che l'amore fosse eterno e avevo torto.
Non servono più le stelle, spegnetele anche tutte, imballate la luna, smontate pure il sole, svuotatemi l'oceano e sradicate il bosco perché ormai più nulla può giovare.
Io se fossi Dio e io potrei anche esserlo sennò non vedo chi. Io se fossi Dio non mi farei fregare dai modi furbetti della gente non sarei mica un dilettante sarei sempre presente. Sarei davvero in ogni luogo a spiare o meglio ancora a criticare appunto cosa fa la gente. Per esempio il piccolo borghese com’è noioso non commette mai peccati grossi non è mai intensamente peccaminoso. Del resto, poverino, è troppo misero e meschino e pur sapendo che Dio è più esatto di una Sveda lui pensa che l’errore piccolino non lo conti o non lo veda. Per questo io se fossi Dio preferirei il secolo passato se fossi Dio rimpiangerei il furore antico dove si odiava e poi si amava e si ammazzava il nemico. Ma io non sono ancora nel regno dei cieli sono troppo invischiato nei vostri sfaceli. Io se fossi Dio non sarei così coglione a credere solo ai palpiti del cuore o solo agli alambicchi della ragione. Io se fossi Dio sarei sicuramente molto intero e molto distaccato come dovreste essere voi. Io se fossi Dio non sarei mica stato a risparmiare avrei fatto un uomo migliore. Sì, vabbe’, lo ammetto non mi è venuto tanto bene ed è per questo, per predicare il giusto che io ogni tanto mando giù qualcuno ma poi alla gente piace interpretare e fa ancora più casino. Io se fossi Dio non avrei fatto gli errori di mio figlio e sull’amore e sulla carità mi sarei spiegato un po’ meglio. Infatti non è mica normale che un comune mortale per le cazzate tipo compassione e fame in India c’ha tanto amore di riserva che neanche se lo sogna che viene da dire “Ma dopo come fa a essere così carogna?” Io se fossi Dio non sarei ridotto come voi e se lo fossi io certo morirei per qualcosa di importante. Purtroppo l’occasione di morire simpaticamente non capita sempre e anche l’avventuriero più spinto muore dove gli può capitare e neanche tanto convinto. Io se fossi Dio farei quello che voglio non sarei certo permissivo bastonerei mio figlio sarei severo e giusto stramaledirei gli inglesi come mi fu chiesto e se potessi anche gli africanisti e l’Asia e poi gli americani e i russi bastonerei la militanza come la misticanza e prenderei a schiaffi i volteriani, i ladri gli stupidi e i bigotti perché Dio è violento! E gli schiaffi di Dio appiccicano al muro tutti. Ma io non sono ancora nel regno dei cieli sono troppo invischiato nei vostri sfaceli. Finora abbiamo scherzato. Ma va a finire che uno prima o poi ci piglia gusto e con la scusa di Dio tira fuori tutto quello che gli sembra giusto. E a te ragazza che mi dici che non è vero che il piccolo borghese è solo un po’ coglione che quell’uomo è proprio un delinquente un mascalzone, un porco in tutti i sensi, una canaglia e che ha tentato pure di violentare sua figlia. Io come Dio inventato come Dio fittizio prendo coraggio e sparo il mio giudizio e dico: speriamo che a tuo padre gli sparino nel culo, cara figlia. Così per i giornali diventa un bravo padre di famiglia. Io se fossi Dio maledirei davvero i giornalisti e specialmente tutti che certamente non sono brave persone e dove cogli, cogli sempre bene. Compagni giornalisti avete troppa sete e non sapete approfittare delle libertà che avete avete ancora la libertà di pensare ma quello non lo fate e in cambio pretendete la libertà di scrivere e di fotografare. Immagini geniali e interessanti di presidenti solidali e di mamme piangenti. E in questa Italia piena di sgomento come siete coraggiosi, voi che vi buttate senza tremare un momento. Cannibali, necrofili, deamicisiani e astuti e si direbbe proprio compiaciuti. Voi vi buttate sul disastro umano col gusto della lacrima in primo piano. Sì, vabbe’, lo ammetto la scomparsa dei fogli e della stampa sarebbe forse una follia ma io se fossi Dio di fronte a tanta deficienza non avrei certo la superstizione della democrazia. Ma io non sono ancora del regno dei cieli sono troppo invischiato nei vostri sfaceli. Io se fossi Dio naturalmente io chiuderei la bocca a tanta gente nel regno dei cieli non vorrei ministri né gente di partito tra le palle perché la politica è schifosa e fa male alla pelle. E tutti quelli che fanno questo gioco che poi è un gioco di forza ributtante e contagioso come la lebbra e il tifo e tutti quelli che fanno questo gioco c’hanno certe facce che a vederle fanno schifo che sian untuosi democristiani o grigi compagni del Pci. Son nati proprio brutti o perlomeno tutti finiscono così. Io se fossi Dio dall’alto del mio trono vedrei che la politica è un mestiere come un altro e vorrei dire, mi pare Platone che il politico è sempre meno filosofo e sempre più coglione. È un uomo a tutto tondo che senza mai guardarci dentro scivola sul mondo che scivola sulle parole anche quando non sembra o non lo vuole. Compagno radicale la parola compagno non so chi te l’ha data ma in fondo ti sta bene tanto ormai è squalificata compagno radicale cavalcatore di ogni tigre, uomo furbino ti muovi proprio bene in questo gran casino e mentre da una parte si spara un po’ a casaccio dall’altra si riempiono le galere di gente che non c’entra un cazzo. Compagno radicale tu occupati pure di diritti civili e di idiozia che fa democrazia e preparaci pure un altro referendum questa volta per sapere dov’è che i cani devono pisciare. Compagni socialisti ma sì, anche voi insinuanti, astuti e tondi compagni socialisti con le vostre spensierate alleanze di destra, di sinistra, di centro coi vostri uomini aggiornati nuovi di fuori e vecchi di dentro compagni socialisti, fatevi avanti che questo è l’anno del garofano rosso e dei soli nascenti fatevi avanti col mito del progresso e con la vostra schifosa ambiguità ringraziate la dilagante imbecillità. Ma io non sono ancora nel regno dei cieli sono troppo invischiato nei vostri sfaceli. Io se fossi Dio non avrei proprio più pazienza inventerei di nuovo una morale e farei suonare le trombe per il Giudizio universale. Voi mi direte: perché è così parziale il mio personalissimo Giudizio universale? Perché non suonano le mie trombe per gli attentati, i rapimenti i giovani drogati e per le bombe. Perché non è comparsa ancora l’altra faccia della medaglia. Io come Dio, non è che non ne ho voglia io come Dio, non dico certo che siano ingiudicabili o addirittura, come dice chi ha paura, gli innominabili ma come uomo come sono e fui ho parlato di noi, comuni mortali quegli altri non li capisco mi spavento, non mi sembrano uguali. Di loro posso dire solamente che dalle masse sono riusciti ad ottenere lo stupido pietismo per il carabiniere di loro posso dire solamente che mi hanno tolto il gusto di essere incazzato personalmente. Io come uomo posso dire solo ciò che sento cioè solo l’immagine del grande smarrimento. Però se fossi Dio sarei anche invulnerabile e perfetto allora non avrei paura affatto così potrei gridare, e griderei senza ritegno che è una porcheria che i brigatisti militanti siano arrivati dritti alla pazzia. Ecco la differenza che c’è tra noi e gli innominabili: di noi posso parlare perché so chi siamo e forse facciamo più schifo che spavento di fronte al terrorismo o a chi si uccide c’è solo lo sgomento. Ma io se fossi Dio non mi farei fregare da questo sgomento e nei confronti dei politicanti sarei severo come all’inizio perché a Dio i martiri non gli hanno fatto mai cambiar giudizio. E se al mio Dio che ancora si accalora gli fa rabbia chi spara gli fa anche rabbia il fatto che un politico qualunque se gli ha sparato un brigatista diventa l’unico statista. Io se fossi Dio quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio c’avrei ancora il coraggio di continuare a dire che Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia cristiana è il responsabile maggiore di vent’anni di cancrena italiana. Io se fossi Dio un Dio incosciente, enormemente saggio c’avrei anche il coraggio di andare dritto in galera ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora quella faccia che era. Ma in fondo tutto questo è stupido perché logicamente io se fossi Dio la Terra la vedrei piuttosto da lontano e forse non ce la farei ad accalorarmi in questo scontro quotidiano. Io se fossi Dio non mi interesserei di odio e di vendetta e neanche di perdono perché la lontananza è l’unica vendetta è l’unico perdono. E allora va a finire che se fossi Dio io mi ritirerei in campagna come ho fatto io.
Ascoltami, i poeti laureati si muovono soltanto fra le piante dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti. Io, per me, amo le strade che riescono agli erbosi fossi dove in pozzanghere mezzo seccate agguantano i ragazzi qualche sparuta anguilla: le viuzze che seguono i ciglioni, discendono tra i ciuffi delle canne e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.
Meglio se le gazzarre degli uccelli si spengono inghiottite dall' azzurro: più chiaro si ascolta il susurro dei rami amici nell' aria che quasi non si muove, e i sensi di quest' odore che non sa staccarsi da terra e piove in petto una dolcezza inquieta. Qui delle divertite passioni per miracolo tace la guerra, qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza ed è l' odore dei limoni.
Vedi, in questi silenzi in cui le cose s' abbandonano e sembrano vicine a tradire il loro ultimo segreto, talora ci si aspetta di scoprire uno sbaglio di Natura, il punto morto del mondo, l' anello che non tiene, il filo da disbrogliare che finalmente ci metta nel mezzo di una verità Lo sguardo fruga d' intorno, la mente indaga accorda disunisce nel profumo che dilaga quando il giorno più languisce. Sono i silenzi in cui si vede in ogni ombra umana che si allontana qualche disturbata Divinità
Ma l' illusione manca e ci riporta il tempo nelle città rumorose dove l' azzurro si mostra soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase. La pioggia stanca la terra, di poi; s' affolta il tedio dell' inverno sulle case, la luce si fa avara - amara l' anima. Quando un giorno da un malchiuso portone tra gli alberi di una corte ci si mostrano i gialli dei limoni; e il gelo del cuore si sfa, e in petto ci scrosciano le loro canzoni le trombe d' oro della solarità.
1月14日 God is a Concept by which we measure our pain I'll say it again God is a Concept by which we measure our pain I don't believe in magic I don't believe in I-ching I don't believe in Bible I don't believe in Tarot I don't believe in Hitler I don't believe in Jesus I don't believe in Kennedy I don't believe in Buddha I don't believe in Mantra I don't believe in Gita I don't believe in Yoga I don't believe in Kings I don't believe in Elvis I don't believe in Zimmerman I don't believe in Beatles I just believe in me...and that reality
The dream is over What can I say? the Dream is Over Yesterday I was the Dreamweaver But now I'm reborn I was the Walrus But now I'm John and so dear friends you'll just have to carry on The Dream is over
1月13日 Dunque nun c'è ppiù l'inferno! alegramente.
Ecco er tempo oramai de fasse ricchi.
Dunque er dellà è un inzogno de la gente,
e nun resta ch'er boja che c'impicchi.
Sgabbellato l'inferno, ar rimanente
se saperà ttrovà chi je la ficchi
li giudici nun zò Dio nipotente,
e qui abbasta a spartì bene li spicchi.
La lègge, è vero, è una gran bestia porca;
ma l'inferno era peggio de la lègge,
e ffaceva gelà ppiù de la forca.
L'onor der monno? e che cos'è st'onore?
Foco de paja, vento de scorregge.
Er tutto e nun tremà quanno se more. Cuelli morti che ssò dde mezza tacca Fra ttanta ggente che sse va a ffà fotte, Vanno de ggiorno, cantanno a la stracca, Verzo la bbúscia che sse l'ha dda iggnotte.
Cuell'antri, in cammio, c'hanno la patacca De siggnori e dde fijji de miggnotte, Sò ppiú cciovili, e ttiengheno la cacca De fuggí er zole, e dde viaggià dde notte.
Cc'è ppoi 'na terza sorte de figura,
' N'antra spesce de morti, che ccammina Senza moccoli e ccassa in zepportura.
Cuesti semo noantri, Crementina, Che ccottivati a ppessce de frittura, Sce bbutteno a la mucchia de matina.
Quando vi sarete arricchiti l'anima il più possibile,
con i libri, la riflessione, il dolore, la conoscenza degli uomini,
la capacità d'interpretare sguardi, silenzi,
le pause nei grandi mutamenti,
il genio della divinazione e della profezia;
sicchè vi parrà a volte di tenere il mondo
nel cavo della mano;
allora, se per l'affollarsi di tanti poteri
entro il cerchio della vostra anima,
l'anima prende fuoco,
e nell'incendio dell'anima
il male del mondo è illuminato e reso intelligibile -
siate grati se in quell'ora di visione suprema
la vita non v'inganna. Ardano attraverso la notte lungamente
le stelle lucentissime. L'ommini de sto monno sò l'istesso Che vaghi de caffè ner macinino: C'uno prima, uno doppo, e un'antro appresso, Tutti quanti però vanno a un distino.
Spesso muteno sito, e caccia spesso Er vago grosso er vago piccinino, E ss'incarzeno tutti in zu l'ingresso Der ferro che li sfraggne in porverino.
E l'ommini accusì viveno ar monno Misticati pe mano de la sorte Che sse li gira tutti in tonno in tonno;
E movennose oggnuno, o ppiano, o fforte, Senza capillo mai caleno a fonno Pe cascà ne la gola de la morte.
Più che de Prescia er Gatto
agguantò la bistecca de filetto
che fumava in un piatto,
e scappò, come un furmine, sur tetto.
Lì se fermò, posò la refurtiva
e la guardò contento e soddisfatto.
Però s'accorse che nun era solo
perché er Cagnolo der padrone stesso,
vista la scena, j'era corso appresso
e lo stava a guardà da un muricciolo.
A un certo punto, infatti, arzò la testa
e disse ar Micio: - Quanto me dispiace!
Chi se pensava mai ch'eri capace
d'un'azzionaccia indegna come questa?
Nun sai che nun bisogna
approfittasse de la robba artrui?
Hai fregato er padrone! Propio lui
che te tiè drento casa! Che vergogna!
Nun sai che la bistecca ch'hai rubbato
peserà mezzo chilo a ditte poco?
Pare quasi impossibbile ch'er coco
nun te ciabbia acchiappato!
Chi t'ha visto? - Nessuno...
E er padrone? - Nemmeno...
Allora - dice - armeno
famo metà per uno!
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