lorenzo's profilePadre Nostro Che Sei Nei...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    October 24

    Mala Tempora Currunt

    Vi Ricorda Niente?


     




    October 20

    Malarazza

    Un servo tempu fa rinta ‘na piazza,
    pregava Cristu in cruce e ci ricia:
    “Cristu, lu me patrune mi strapazza,
    mi tratta comu un cane pi la via,
    si pigghia tuttu cu la so’ manazza,
    mancu la vita mia rici ch’è mia…
    Distruggila, Gesù, sta Malarazza!
    Distruggila, Gesù, fallo pi mmia! Sì..fallo pi mmia!”

    Tu ti lamenti, ma che ti lamenti? Pigghia nu bastune e tira fora li denti…

    Cristo me rispunne dalla croci:
    “Forse si so spezzate li to brazza?
    Cu vole la giustizia si la fazza!
    Nisciun’ormai ‘cchiù la farà pi ttia!

    Si tu si ‘n’uomo e nun si testa pazza,
    ascolta bene sta sintenzia mia,
    ca iu ‘nchiudatu in cruce nun saria
    s’avissi fattu ciò ca ricu a ttia…
    ca iu ‘nchiudatu in cruce nun saria!”

    Tu ti lamenti, ma che ti lamenti? Pigghia nu bastune e tira fora li denti…

    “Se ‘nna stu munnu c’è la Malarazza,
    cu voli la giustizia si la fazza!
    Se ‘nna stu munnu c’è la Malarazza,
    cu voli la giustizia si la fazza!”

    Tu ti lamenti, ma che ti lamenti? Pigghia nu bastune e tira fora li denti…

    October 19

    V. Van Gogh_001

    C'è fannullone e fannullone. C'è chi è fannullone per prigrizia o per mollezza di carattere, per la bassezza della sua natura, e tu puoi prendermi per uno di quelli. Poi c'è l'altro tipo di fannullone, il fannullone per forza, che è roso intimamente da un grande desiderio di azione, che non fa nulla perché è nell'impossibilità di fare qualcosa, perché gli manca ciò che gli è necessario per produrre, perché è come in una prigione, chiuso in qualche cosa, perché la fatalità delle cirscostanze lo ha ridotto a tal punto; non sempre uno sa quello che potrebbe fare, ma lo sente d'istinto: eppure suono buono a qualcosa, sento in me una ragione d'essere! So che potrei essere un uomo completamente diverso! A cosa potrei essere utile, a cosa potrei servire? C'è qualcosa in me, che è dunque? Questo è un tipo tutto diverso di fannullone, se vuoi puoi considerarmi tale. Un uccello chiuso in gabbia in primavera sa perfettamente che c'è qualcosa per cui egli è adatto, sa benissimo che c'è qualcosa da fare, ma che non può fare: che cosa è? Non se lo ricorda bene, ha delle idee vaghe e dice a se stesso: "gli altri fanno il nido e i loro piccoli e allevano la covata", e batte la testa contro le sbarre della gabbia. E la gabbia rimane chiusa e lui è pazzo di dolore. " Ecco un fannullone " dice un altro uccello che passa di là, "quello è come uno che vive di rendita". Intanto il prigioniero continua a vivere e non muore, nulla traspare di quello che prova, sta bene e il raggio di sole riesce a rallegrarlo. Ma arriva il tempo della migrazione. Accessi di malinconia – ma i ragazzi che lo curano nella sua gabbia si dicono che ha tutto ciò che può desiderare – ma lui sta a guardare fuori il cielo turgido carico di tempesta, e sente in sé la rivolta contro la propria fatalità. "Io sono in gabbia, sono in prigione, e non mi manca dunque niente imbecilli? Ho tutto ciò che mi serve! Ah, di grazia, la libertà, essere un uccello come tutti gli altri!". Quel tipo di fannullone è come quell'uccello fannullone. E gli uomini si trovano spesso nell'impossibilità di fare qualcosa, prigionieri di non so quale gabbia orribile, orribile, spaventosamente orribile... Non si sa sempre riconoscere che cosa è che ti rinchiude, che ti mura vivo, che sembra sotterrarti, eppure si sentono non so quali sbarre, quali muri. Tutto ciò è fantasia, immaginazione? Non credo, e poi uno si chiede "Mio Dio, durerà molto, durerà sempre, durerà per l'eternità?". Sai tu ciò che fa sparire questa prigione? È un affetto profondo, serio. Essere amici, essere fratelli, amare spalanca la prigione per potere sovrano, per grazia potente. Ma chi non riesce ad avere questo rimane chiuso nella morte. Ma dove rinasce la simpatia, lì rinasce anche la vita.
    October 15

    F. Dostoevskij_001

    Tratto da "Delitto e Castigo":

    "Tutto è nelle mani dell'uomo, e tutto gli scappa sotto il naso unicamente e solo per vigliaccheria...E' proprio un'assioma...E' curioso, cos'è che la gente teme più di tutto? Fare un passo nuovo, dire una parola nuova di personale, ecco quello che si teme più di tutto...Comunque sto cianciando troppo. E' proprio per questo che non combino nulla, perchè ciancio. O forse, invece, le cose stanno così: ciancio per questo, perchè non combino niente. Sono io, che in questo ultimo mese ho imparato a cianciare, standomene disteso giorni interi nel cantuccio a pensare...al re delle fiabe. Beh, e adesso perchè mi sono mosso? Sono davvero capace di questo? E questa è davvero una cosa seria? No che non lo è. Insomma, mi sto cullando per una fantasticheria; sono gingilli! Sì, probabilmente sono proprio dei gingilli!"
    October 14

    O. Welles_001

    Tre sono le cose insopportabili: il caffè bollente, lo champagne tiepido e le donne fredde.
    October 12

    C. Chaplin_003

    Il silenzio è un dono universale che pochi sanno apprezzare. Forse perché non può essere comprato. I ricchi comprano rumore. L'animo umano si diletta nel silenzio della natura, che si rivela solo a chi lo cerca.
    October 07

    Spero nn sia grave...

    ...la malattia multimediale che i miei amici mi hanno attaccato...mi ci mancava solo il Facebook...adesso si che va meglio...mah...ci si saluta a malapena se ci si incontra x strada, non ci si riesce a vedere x una birra abitando a poche centinaia di metri di distanza...ma online siamo tutti amici...mah...sarà, ma secondo me ORWELL DOCET...



    AD MAIORA!

    October 04

    Come promesso

    Non devo convincere nessuno, non ne ho i mezzi...lasciare la via battuta e consolidata che stenta però a regalare soddisfazioni (anche piccole) ed emozioni (rinnovate)?...i legami affettivi, lavorativi, ci (ti) costringono a pensarci e ripensarci...ed allora i dubbi, i mille "se" che vanno a smorzare quelle fiammate di voglia, di bisogno di dare la "svolta"...chi te lo dice che sia giusto farlo? chi te lo dice che poi nn dovrai convivere col fastidio di dover tornare indietro, con la coda tra le gambe, sui tuoi passi...nessuno, nn te lo dice nessuno...riconoscere di aver sbagliato, dover magari chiedere scusa...quanta maturità può esserci in una scusa! riconoscere i propri errori è una prova di forza, nn una debolezza. Quanto peggio può essere vivere col rimpianto di nn averci provato quando poteva essere fatto....quello ti costerà molto di più! Se parti dal presupposto che l'aspettativa di vita si aggira intorno agli 80 anni (anno più anno meno) arrivati intorno ai 25 anni si è ad un terzo del viaggio...quanto tempo ci si deve concedere per provare tutto quello che ci è possibile per tentare di avvicinarsi il più possibile alla sensazione di felicità? Ad un certo punto nn si potrà più tornare indietro, le scelte fatte ma soprattutto quelle nn fatte peseranno sul resto del cammino, che diventerà sempre più difficile da abbandonare...finirai per sederti, accontentarti...e comincerai a pensare a quando avresti potuto scegliere di cambiare...di provare a cambiare...magari poi arrivavi cmq allo stesso punto, ma senza la frustrazione di nn sapere cm sarebbe andata...con il rimpianto è difficile convivere, soprattutto quando ti accorgi che quel rimpianto è fonte di una insoddisfazione ormai incolmabile...se una persona un luogo un lavoro o qualsiasi altra cosa sn causa di malessere non c'è niente di sbagliato in un pò di (sano) egoismo che ti ponga al riparo da situazioni destinate a deteriorarsi fino a diventare irrecuperabili...c'è un limite credo alle possibilità che ci si può dare...nn si può passare la vita ad inseguire chimere...ma neanche lasciar passare gli anni senza cercare un sussulto, soprattutto nel primo terzo di vita di cui parlavo prima...poi c'è da dare un senso, ma per darlo bisogna prima cercarlo, nn ci si può lasciare trasportare...di cosa stiamo parlando?! manca il coraggio delle proprie scelte...malattia tipicamente italiana...milioni di insoddisfatti che fantasticano su come sarebbe cambiare vita ma che poi nn fanno niente per uscire dall'orticello davanti casa...perchè quello che da sarà pure poco, ma intanto lo da! E allora l'unica cosa di cui parlare è se davvero ci tieni tanto, se davvero nn ti mancherà tutto quello che ti circonda nel caso in cui dovessi perderlo, quanta disponibilità ci sarebbe a dover chiedere scusa a chicchessia...perchè per come la vedo io se davanti a scuse sincere mi vedessi messo in difficoltà ulteriori, mi verrebbe almeno il dubbio di stare chiedendo scusa alla persona sbagliata, che forse sbagliata lo era sempre stata...e allora il rischio preso sarebbe valso ad estirpare un erba cattiva...l'orticello di casa ne è infestato, ma magari si è troppo concentrati su quel poco che di buono ci offre per accorgersi di quanto spreco ci sia...o magari preferisci invidiare l'orto del vicino che si sa, è sempre migliore..ma se il tuo vicino pensa lo stesso di te? vi stareste invidiando a vicenda la vostra stessa invidia...sai che affare...io nn devo convincere nessuno, nn ne ho i mezzi...ma certo che parlarne può far bene...
     
     
     
           
    How many times have you heard someone say
    If I had money, I'd do things my way
    But little they know, that it's so hard to find
    One rich man in ten with a satisfied mind

    Money can't buy back your youth when you're old
    A friend when you're lonely, or peace to your soul
    The wealthiest person is a pauper at times
    Compared to the man with a satisfied mind

    When my life is over and my time has run out
    My friends and my loved ones
    I will leave them no doubt
    But one things for certain
    When it comes my time
    I'll leave this old world, with a satisfied mind
    One things for certain, when it comes my time,
    I'll leave this old world, oh with a satisfied mind
    Mind mind mind mind, satisfied mind

    October 03

    I don't want to talk about it...

    Non succede spesso, ma quando capita può far male...
     
     
     
     
     
    I can tell by your eyes that you've prob'bly been cryin' forever,
    and the stars in the sky don't mean nothin' to you, they're a mirror.
    I don't want to talk about it, how you broke my heart.
    If I stay here just a little bit longer,
    If I stay here, won't you listen to my heart, whoa, heart?

    If I stand all alone, will the shadow hide the color of my heart;
    blue for the tears, black for the night's fears.
    The star in the sky don't mean nothin' to you, they're a mirror.
    I don't want to talk about it, how you broke my heart.
    If I stay here just a little bit longer,
    if I stay here, won't you listen to my heart, whoa, heart?
    I don't want to talk about it, how you broke this ol' heart.

    If I stay here just a little bit longer,
    if I stay here, won't you listen to my heart, whoa, heart?
    My heart, whoa, heart.
    October 01

    Mi Casa...Todavia...

    Finite le vacanze, si torna alla realtà, che è quanto mai sterile...cm ogni volta che si torna a casa da una parte c'è il piacere del ritorno al focolare domestico, alle cose di sempre, in un posto che è pur sempre la propria casa...dall'altra parte c'è però la consapevolezza che il mondo nn finisce dove ci si sente a casa, ma che la gente vive, cresce e si confronta a migliaia di chilometri di distanza...e allora si scoprono i limiti di una e dell'altra situazione, senza saper da che parte stare...di sicuro c'è solo che perdersi troppo in congetture senza saper o voler prendere una decisione è peggio che nn pensarci neanche...a cosa serve rodersi nei dubbi di pro e contro di una scelta, se nn si arriva ad una decisione, nel bene e nel male? mi prendo il tempo che mi serve, poi vediamo...tanto la routine è lì che mi aspetta, alle brutte...HASTA LUEGO